Consiglio Regionale della Sardegna
XIII LEGISLATURA
Gruppo P.R.C. - Partito della Rifondazione Comunista
Cagliari, 7 settembre 2008
"Il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Cagliari, è un servizio molto particolare e delicato. Nel senso che le persone che vi vengono ricoverate, volontariamente o con trattamento sanitario obbligatorio, presentano delle specificità che non si riscontrano in altri reparti ospedalieri. Con ciò voglio dire che è scontato che le persone che vi accedono presentino delle caratteristiche comportamentali in linea con lo stato di sofferenza mentale in cui versano in condizione di urgenza-emergenza". Lo ha affermato Paolo Pisu, consigliere regionale di Rifondazione Comunista, il quale ha aggiunto: "Gli operatori che vi lavorano sono anch’essi operatori con una specificità professionale differente da chi opera in altri reparti ospedalieri. Sono operatori della salute mentale e quindi in grado di affrontare le situazioni che di volta in volta possono presentarsi. Inoltre, il Servizio in questione, nel rispetto dei diritti costituzionali e delle norme sanitarie in vigore, deve operare in modo da garantire la migliore assistenza possibile, la riservatezza su tutto ciò che riguarda la vita del paziente in reparto e fuori dal reparto, il superamento della situazione di crisi". Pisu ha puntualizzato che è fuori discussione il fatto che il Servizio avesse un numero di posti letto oltre il consentito. "Lo denunciammo - ha ribadito - in periodi certamente non sospetti, così come allo stesso modo denunciammo le pratiche manicomiali di tale Servizio: contenzione, porte chiuse, regolamenti da carcere, sedazione massiccia, elettroshock, guardie giurate armate, videosorveglianza".
"Oggi mi pare che tutto ciò stia andando verso il superamento, grazie anche allo straordinario impegno portato avanti dall’Associazione dei familiari e dagli operatori più sensibili. Oggi ho potuto constatare che l’Assessorato alla Sanità e l’Azienda Sanitaria hanno posto la questione della salute mentale tra le principali priorità. L’arrivo stesso della Dott.ssa Giovanna Del Giudice alla guida del Dipartimento di Salute Mentale ne è una garanzia. Mi pare che sia una dimostrazione inequivocabile la riorganizzazione del Servizio e l’impegno profuso da tanti lavoratori che operano non solo nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura di Cagliari, ma anche nei Centri di Salute Mentale".
Il rappresentante del PRC ha inoltre sottolineato: "Cambiare il volto della psichiatria manicomiale umanizzando luoghi e pratiche mi pare un obiettivo al quale nessuno può pensare di non mirare. Mi chiedo, pertanto, qual è il senso della ricerca ossessiva, da parte dei media, ma anche da parte di illustri colleghi consiglieri, dell’atto che faccia scandalo (due giovani che amoreggiano nel giardino del Servizio); o dell’atto che dimostri la pericolosità dei “matti” (il pugno all’infermiere); o ancora l’incendio (già definito dai giornalisti di natura dolosa) in una stanza del Servizio prontamente spento dallo stesso personale. Cosa si vuole dimostrare? Che le persone quando stanno male possono darti un pugno in faccia, scappare, rifiutare le cure, prenderti a parolacce? Lo sappiamo. E lo sanno molto bene le famiglie che se ne occupano 24 ore su 24 tutti i giorni. Oppure si vuole dire che le persone che hanno un problema di sofferenza mentale devono essere trattate come i criminali? E quindi private di diritti, libertà, opportunità, affettività, speranza. Questo non onorerebbe né la stampa, né i rappresentanti del popolo sardo". |